








Potresti pensare che l’allattamento al seno sia uguale in tutto il mondo, e invece ogni cultura ha le proprie convinzioni e tradizioni. A seconda di dove vivi, la durata e le modalità dell’allattamento possono essere influenzate da pratiche utili, innocue oppure dannose per la salute del bambino.
In molti paesi, come l’India, il colostro è considerato non nutriente o addirittura segno di infezione: spesso viene tirato e scartato, mentre al neonato nei primi giorni si dà latte in polvere o altri alimenti. In Libano si crede che il mal di pancia della madre possa essere trasmesso al bambino attraverso il latte, e che mangiare cibi come cavolfiori o cavoli provochi gonfiore e gas nel piccolo.
In alcune aree del Kenya, alle donne viene consigliato di non allattare dopo una lite finché non si sono sottoposte a una “pulizia rituale”. In altre zone, invece, si ritiene che allattare in pubblico renda madre e bambino vulnerabili al malocchio.
In Mongolia il latte materno è considerato così salutare e gustoso che viene consumato talvolta anche dagli adulti. Non è raro che una madre offra il latte in eccesso al marito, ad altri familiari o agli anziani come rimedio medico.
Nei paesi a maggioranza musulmana l’allattamento al seno è fortemente valorizzato: il Corano raccomanda di nutrire i bambini al seno fino ai due anni. In passato non era insolito ricorrere all’allattamento condiviso: se la madre non poteva allattare, un’altra donna della famiglia, una vicina o una balia potevano occuparsene.
Nelle Filippine, durante una cerimonia tradizionale, foglie di papaia e steli di canna da zucchero vengono strofinati sul seno della madre per favorire una buona produzione di latte. In alcune zone rurali del Giappone, invece, si collocano figurine e immagini di donne che allattano come rituale per aumentare la produzione di latte materno.
Questi esempi mostrano come l’allattamento, pur essendo un gesto universale, sia profondamente influenzato dalle credenze e dalle pratiche culturali, assumendo significati diversi da un luogo all’altro del mondo.